Francesco TABUSSO – l’Arte di Affabulare

19 ottobre – 2 novembre 2025

Francesco Tabusso (Sesto San Giovanni, 1930 – Torino, 2012) è stato un pittore italiano, allievo di Felice Casorati dal 1949 al 1954. Ha partecipato a cinque edizioni della Biennale di Venezia e a numerose esposizioni nazionali e internazionali, tra cui la Biennale del Mediterraneo, la Quadriennale di Roma e la Triennale dell’Adriatico.
Ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui il Premio Michetti, il Fiorino, il Premio della Maternità e il Federico Motta. Dal 1963 ha collaborato in esclusiva con la galleria Gian Ferrari di Milano.
Nel 1975 ha realizzato la pala absidale Il Cantico delle Creature per la chiesa di San Francesco al Fopponino, progettata da Giò Ponti, seguita da otto trittici dedicati ai Fioretti di San Francesco.
Tra le sue mostre più importanti: San Bernardino d’Ivrea (1991), Sala Bolaffi di Torino (1998), e l’antologica al centro Saint-Benin di Aosta (2000). Muore a Torino nel 2012.

Ass. Costigliole Cultura

Francesco Tabusso: un Artista, un Amico

Sono trascorsi vent’anni dalla prima mostra delle opere di Francesco Tabusso, uno dei più famosi pittori della seconda parte del Novecento, nelle sale dalle pareti di pietra ed il tetto di “lose” con la maestosa trabeazione lignea a vista di Casa Felicita, nel piccolo paese di Cavatore, in quel di Acqui.   Avevo espresso all’amico Schialvino che mi dava una mano nella preparazione delle mostre, l’anno precedente avevamo presentato le acqueforti di Giacomo Soffiantino editando il catalogo generale di tutta la sua produzione calcografica, il desiderio di organizzare una esposizione ricca di colore e con un artista di grido, così da coinvolgere l’interesse degli appassionati d’arte e riuscire a farli salire fin lassù, sulle colline del “Suol d’Alermo”, per visitarla.

Mi parlò della possibilità di andare a far visita a Francesco Tabusso, pittore famoso in tutt’Italia e a Torino amatissimo, a quel tempo nel culmine della sua attività e corteggiato da collezionisti e galleristi dai nomi prestigiosi che si contendevano le sue opere, sul mercato ricercate e preziose.

Programmai un appuntamento a Torino, nel suo studio di Corso Re Umberto, in quella che gli architetti avevano battezzato “Casa Tabusso”, un maestoso edificio dalle linee eleganti, sobrie ed essenziali, il primo progettato sotto la Mole con la struttura fondata in cemento armato, ancora sperimentale nel decennio del primo dopoguerra.
Ci andai con Rosalba, e fummo subito travolti dalla sua bonarietà e simpatia, che nascondevano e mascheravano una volontà ferma, una decisa convinzione di cosa intendeva per arte ed il desiderio di affrontare ogni impegno, senza distinzione tra piccolo o grande, tra capitale (stava preparando la mostra di Roma) o periferia, (Cavatore appare di rado sulle carte geografiche, e solo in quelle regionali).

Non pensavo che quell’incontro sarebbe stato soltanto il primo di una consuetudine proseguita poi fino alla sua scomparsa, nel 2012, per un improvviso peggioramento dei suoi malanni senili. Continuammo infatti una frequentazione periodica, sia nell’occasione delle mostre successive, sia in simpatiche e gustose conversazioni attorno ad una tavola imbandita, circostanze che Tabusso non intendeva affatto trascurare, ottimo intenditore di buon cibo e buon vino quale era, e che Rosalba e io assecondavamo più che volentieri.
Insieme programmammo anche le edizioni di alcune tirature delle sue acqueforti colorate, la grande esposizione a Palazzo Mathis di Bra e la mostra dei “9 artisti a Cavatore”, e neppure tralasciai di chiedergli, da buon collezionista, di incidere un ex libris espressamente dedicato a mio nome, una elegantissima xilografia con su il delicato profilo di una ragazza allo specchio.

Adriano Benzi

Ringraziamo per la collaborazione:

Adriano Benzi, Rosalba Dolermo, Claudio Ferrero, Pinacoteca municipale di Guarene, Dino Pasquero, Carlo Lisa, Francesco Preverino, Angela Guiffrey

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